mercoledì 26 dicembre 2012

Maripensiero: Bilbo Baggins





Ci sono personaggi che, molto semplicemente, ti entrano nel cuore. Gli si vuole bene, come a quell'anziano vicino di casa a cui alla lunga ci si affeziona, come un conoscente, di quelli con un carattere talmente bello che provare affetto nei suoi confronti è la cosa più facile del mondo.

Uno di questi è Bilbo Baggins.

Tutto nasce con la lettura del 'Signore degli anelli'. Nelle prime righe, Bilbo è descritto come ricco, bizzarro, pieno di inesauribile e sorprendente vitalità, generoso, un gentilhobbit un po' eccentrico. E già leggendo le prime pagine, si ha come la sensazione di conoscerlo di persona, entra nella testa l'immagine di questo vecchietto adorabile. Di quei vecchietti coi contropifferi, se avete presente il genere.

Quando si legge un libro come 'Il signore degli anelli' è come entrare in una dimensione alternativa. Si spalancano le porte della Terra di Mezzo, ci si entra letteralmente, c'è un'atmosfera che aleggia nell'aria. Hobbiville diventa nel mio immaginario un posto bucolico (presente, prati in fiore, casettine adorabili con i listelli di legno, animali al pascolo, abiti semplici, cesti di frutta, i ruscelli...), e i film sono riusciti a rendere quest'atmosfera in modo perfetto, con mio grande sollievo.

Questo ha contribuito tantissimo a formare questa mia immagine di Bilbo, perchè in un luogo del genere non può che vivere almeno un personaggio del genere. Il classico (e diciamocelo, un po' stereotipato) signore di una certa età che ha vissuto grandi avventure nel suo passato, che però sono misteriose, e che poi ritorna a casa, e racconta milioni di aneddoti ai giovani, e condivide le ricchezze che ha portato a casa da questa avventura.

Dietro all'immagine del nonno adorabile c'è molto di più, però. Leggi il libro e lo percepisci chiaramente. È quest'avventura di cui si parla e che però non è mai troppa. Non è che te la menano alla lunga, non te la fanno venire a noia. Giusto il minimo indispensabile per farti venire la voglia di leggere 'Lo Hobbit'.

E qui passiamo al giovane Bilbo.                       

Uno se ne sta beatamente a casa sua, a farsi i suoi con tutta la pace e la tranquillità che il luogo bucolico di cui sopra permettono. Ti piombano in casa certi signori, di cui uno palesemente sproporzionato, che oltre a farti fuori la dispensa (e già ti girano alquanto, perchè non è che si sente parlare di rimborsi per la cena) ti coinvolgono in una questione di cui francamente non te ne importa una cippa di nulla, perchè tu stai a Hobbiville, e della casa dei nani che te ne frega.

Però ti si muove qualcosa dentro. C'è questo signore molto alto che insiste che tu possiedi delle qualità. Magari non ti sei nemmeno mai posto il problema, ma questo tizio crede che tu sia importante per la loro 'missione'. Tu, che fino a mezzoretta prima ti preoccupavi del centrino della mamma. A quanto pare vali più di quello che credi, e ti lasci convincere. Parti con loro.

Alla fine dai, è il sogno di tutti. Che uno sconosciuto arrivi e ti faccia notare che sei SPECIALE. Bilbo parte e dimostra che Gandalf ci aveva visto lungo. Che poi dico, poteva fidarsi da subito. È uno stregone quello, se non lo sa lui chi è speciale o meno.

Sta di fatto che il viaggio inizia, e Thorin non si fida. Comprensibile, sei altro un metro. E anche un po' sfigatino. Il principe dei nani ha una missione che per lui conta come la sua vita, e la persona che lo aiuta gli trascina nel gruppo un hobbit. Fa un po' rabbia.

Lo stesso hobbit che poi lo accusa di avere i parassiti, intrattiene una conversazione sull'igiene alimentare con degli orchi, li rallenta, poi si perde, poi gioca agli indovinelli con un elemento poco raccomandabile..

Ne fa di ogni.

Ma nel complesso ha salvato la vita di tutti quanti, almeno due volte. Con il suo fare goffo, non troppo furbo. E tu lo vorresti abbracciare, in tronco.

Perchè diciamocelo, i veri eroi sono quelli, no? Quelli su cui non scommetteresti un portachiavi, ma che alla fine della storia ti conquistano. È troppo facile essere un figo in partenza. Prendete Thorin. Scudo di quercia un cavolo! Vuole fare il temerario e sfidare l'orcone bianco, ben conscio del fatto che quello è grande 5 volte lui. Lo sguardo fiero e tutto il resto. E poi si fa salvare dal piccoletto. Almeno alla fine l'ha ammesso.


8 commenti:

  1. Un post così bello non si è mai visto!! Complimenti, hai la mia approvazione e gratitudine per averlo pubblicato! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Giudizio palesemente di parte, ma apprezzo tanto comunque, grazie!<3

      Elimina
  2. Simpatico per il suo accontentarsi, per gentilezza e quella punta di attaccamento per le sue cose, ma l'ho conosciuto poco, non avendo letto libri né visto film, tranne Lo Hobbit.

    RispondiElimina
  3. Approfondisci, approfondisci, ne vale la pena:D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il fantasy non è fra i miei generi preferiti, prediligo di gran lunga l'horror.
      Te l'aspettavi? :D

      Elimina
    2. Me n'ero fatta un attimo un'idea:)

      Elimina
  4. Molto carina questa analisi, non avevo mai visto Bilbo da questo punto di vista e mi sono piaciute le tue considerazioni finali: troppo facile farsi notare se sei un re, uno stregone, un elfo o qualunque altro essere, per un Hobbit è diverso, loro in genere sono sempre ignorati, probabilmente nella terra di mezzo c'è chi ignora la loro esistenza, e invece proprio loro sono gli eroi. Stupendo!

    RispondiElimina
  5. @Sailor Fede: Grazie mille, davvero!:)

    RispondiElimina

Facebook

Disclaimer

La cameretta non rappresenta testata giornalistica in quanto viene aggiornata senza nessuna periodicità. La padrona di casa non è responsabile di quanto pubblicato dai lettori nei commenti ma si impegna a cancellare tutti i commenti che verranno ritenuti offensivi o lesivi dell'immagine di terzi. (spam e commenti di natura razzista o omofoba) Tutte le immagini presenti nel blog provengono dal Web, sono quindi considerate pubblico dominio, ma se una o più delle immagini fossero legate a diritti d'autore, contattatemi e provvederò a rimuoverle, anche se sono molto carine.

Twitter

Google+