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lunedì 8 maggio 2017

Fantasmi

18:38
Il giorno che per tutti è fonte di angoscia e tremori è il mio giorno di riposo.
Avrei potuto sfruttare la bella giornata di sole uscendo a fare due passi, godendomi un libro, guardando un film di Wes Anderson che ti rimette in pace con l'universo.
No, Coscarelli.


Phantasm parla di Mike, un ragazzino di 13 anni che ha perso da poco entrambi i genitori. Vive con il fratello maggiore, Jody, e vive nel terrore che anche lui lo lasci. Per questo, lo segue ovunque, ed è proprio durante uno dei suoi inseguimenti, mentre Jody è ad un funerale, che Mike scopre che il becchino del paese per qualche motivo si porta via le bare con i defunti.
È chiaro che non ne fa un uso, diciamo, legittimo.

Mi accorgo che sto guardando un film Grande, aldilà della fama che lo precede, quando c'è un dettaglio, o una scena, che mi colpisce in particolare. Qua potevano essere mille cose, il tono sempre in bilico tra il reale e l'onirico, l'atmosfera così malsana e lugubre (siamo spessissimo al cimitero), quel Tall Man così sinceramente inquietante.
Invece no, a colpirmi questa volta sono stati i suoni. Non solo la colonna sonora, che si piazza nel lobo frontale come una trapanata, per non mollarvi più, ma proprio tutti i suoni e i rumori del film, a partire dai suoni sinistri che Mike sente nel suo primo giro al cimitero in moto, e che poi si riveleranno essere i versi dei nani malefici (Coscarelli peraltro profeta dei giorni nostri che ha usato nani malefici in un film ben prima della notorietà del capostipite della specie: Berlusconi).
Ci sono poi i passi che risuonano in quella villa modesta e discretissima, il rumore delle lame che escono dalla sfera maledetta, le voci, le canzoni.
Sono pazza? È una sensazione che ho avuto solo mia? Ho trovato una versione del film particolarmente felice con l'audio migliroe mai sentito in un film con la sua età? O forse davvero una buona parte del fascino (indiscutibile nel modo più assoluto) di tutta la pellicola sta nella paura che mette con l'uso superbo che fa del sonoro?
Perché quel finale lì, che abbiamo visto un milioncino di volte e che è stato anche l'argomento della mia tesina di maturità, fa mille volte più effetto quando ci si arriva così provati.

Poi possiamo anche parlare della camminata spaventosa del Tall Man, se volete.
Oppure della combo micidiale delle due cose, e invece che parlarne ce la facciamo sotto e basta.

domenica 29 dicembre 2013

I film più chiacchierati dell'anno che non ho recensito proprio perchè erano troppo chiacchierati

14:25
Il 2013 sta andando, amici, time to say goodbye.
Siccome, come avrete notato, su MRR non ci sono quasi mai classifiche di fine anno o similia, ho deciso di chiudere il mio anno raccontandovi la mia opinione sui film che hanno generato più rumore sulla blogosfera.
Non ci saranno tuttituttitutti i film dell'anno, e nemmeno tutti quelli più chiacchierati, semplicemente perchè il mio 2013 è stato all'insegna del 'recupero i grandi classici che finora non ho guardato'. Ho quindi snobbato senza ritegno le uscite in sala, perchè, onestamente, quest anno sono stati davvero pochi i film che mi hanno fatto venir voglia di spendere soldini al cinema.
Annata vintage quindi, per me, che si è rivelata formativa, interessante, curiosa, diversa.
Con questa piccola carrellata vi auguro un 2014 felice, stimolante e divertente e con tanti bei film da vedere. (Il nuovo film di Ti West, il nuovo film di Ti West, il nuovo film di Ti West!!)

The Bay.



Colpire gli Stati Uniti nel loro giorno speciale con un'epidemia a base di bestiacce che ti divorano da dentro e Oren Peli. La cosa più incredibile di tutto ciò è che nonostante queste premesse il film funziona, funziona davvero. Nel senso che dopo averlo visto per almeno un paio di settimane ogni singolo scarafaggio diventa un mostro inaffrontabile, come mia mamma quando la sveglio di notte per uccidere il suddetto scarafaggio. Finalmente qualcuno ridà gloria ai mockumentary, diventati così mainstream, ma pur sempre uno dei miei primi amori.

Django Unchained.  (divagazione dovuta, perchè amici, è Quentin)



POSSIAMO PER PIACERE DARE UN OSCAR A DI CAPRIO? Non il Tarantino della vita, ma una sparatoria così figa l'ho vista poche volte. E al 'Ciao piccola peste' sono svenuta con lei. Tenerone di un Quentin che non sei altro!

The ABCs of death.



26 corti di 4 minuti l'uno per mostrare 26 modi per morire. Il progetto sulla carta è davvero interessante, peccato che in pratica con quel poco tempo a disposizione i registi sono costretti a puntare sull'effetto shock o sul disgusto, in quella che sembra essere una gara a chi sfrutta meglio il tempo. Il mio amore grande Ti non delude e shocka davvero, il maledetto. I giapponesi hanno qualche problema grosso nella testa e io una visitina gliela consiglierei. Ah, non ho capito benissimo C for Cycle, se qualcuno me lo vuole spiegare, prego! 
(Si ringrazia very much col corazon Erica del Bollalmanacco che mi ha indirizzato verso i torrenti a cui attingere!)

The Conjuring – L'evocazione.



La più sfigata delle abitazioni d'America diventa la nuova dimora dei Perron che poracci dovranno combattere insieme ai Warren (Sì, quelli di Amytiville, sempre loro) per scacciare fantasmi/demoni/entità/streghe. Un mucchio di gente. Bambola immancabile (dimmi, One, la mamma ti ha nascosto i giocattoli quando eri piccolo? Perché stai così in fissa?) ma soprattutto: NON MI HAI DETTO COSA HA VISTO LORRAINE NEGLI OCCHI DEL POSSEDUTO.
Però sei sempre bravo, mannaggia a te.

La notte del giudizio.



La premessa è credibile come Silvio che annuncia il ritiro dalla politica, ma il risultato è un home invasion quasi da cardiopalma, che riesce a inquietare con giochi d'atmosfera ben fatti e con personaggi (la squadra dei giovani 'assalitori') che si divertono e fanno bene quello che serve. Interessanti anche le piccole sottotrame emotivo-morali, ma secondo me le persone erano troppo spaventate per badarci realmente.

John dies at the end. 



La carissima Beatrix Kiddo di Cinquecentofilminsieme quando ha parlato di questo film l'ha definito 'un luna park dell'assurdo incredibile'. Mai definizione fu più perfetta, perchè Coscarelli aveva a disposizione poco più di un'ora e mezza ed è riuscito a metterci: una droga chiamata SALSA DI SOIA (è un genio, sì?), dei baffi volanti, gente che parla attraverso gli hot dog, mostri fatti di carne surgelata, creature che chissà cosa sono, Marconi che fa scoppiare il mostro di carne attraverso il telefono, gli alieni, una tipa che è alta e bionda, anzi no, è bassa e mora. Questo non è un film, è una visione mistica. E John è il mio personaggio dell'anno, ma non vi dico se muore davvero o meno. 

Evil dead. Ah, no, di quello ne ho parlato. Tutti qui.


Carrie, ti aspetto al varco, e ti conviene stare attenta, perchè lo sguardo di Satana sarà il mio.

lunedì 1 aprile 2013

Masters of Horror: Panico sulla montagna

11:27

(Prima stagione, primo episodio)

Titolo originale: Incident on and off a mountain road

Regia: Don Coscarelli

Anno: 2005

Trailer:



Ad inizio anno si è fatto un gran parlare dell'ultimo lavoro di Coscarelli, John dies at the end. Celebrato dai più come un film bizzarro ma un'esperienza visiva imperdibile, ecc ecc.

8 anni fa, però, il buon Don inaugurava la prima edizione dei Masters of horror con questo suo 'Panico sulla montagna'.

Aldilà del titolo italiano che fa piangere (le vedo le vostre facce sorprese, le vedo), l'episodio non è male. Ci troviamo nel mezzo di Sua Maestà il Principe Magno di tutti i clichè: Ellen fa un incidente di notte, in mezzo ad un bosco (e a questo punto potevano chiamarlo 'Panico nel bosco', voglio dire), il telefono non le prende, tutto nella norma.
 

La prima cosa che balza all'occhio è che se una tipa la facciamo schiantare contro un'auto ferma non possiamo lamentarci se poi dicono 'donna al volante pericolo costante'. E per i primi 10 minuti pensi che questa sia sul serio una gran deficiente. A parte che si è messa la gonna con le ballerine e la Carla Gozzi ha insegnato a tutta Italia che non si fa. Poi vede qualcosa come 7 litri di sangue sparsi tra auto e asfalto e chiede: 'Sei ferito?'.

Da dove potrà mai essere uscito tutto quel sangue, di grazia?

Insomma, lei si sporge dal guard-rail e invece che vedere uno ferito vede un omino con la faccia da luna che le viene incontro con fare minaccioso, brandendo un coltello che pare proprio non servisse a tagliare il pane. E qui Ellen si rivela un po' meno deficiente di come ci era parsa all'inizio, perchè anziché scappare e basta si mette ad architettare in giro per il bosco delle trappole per ferire il nostro Facciadiluna, seguendo gli insegnamenti che le aveva trasmesso il suo ex-marito, che stava leggermente in fissa con questa storia delle tecniche di sopravvivenza.

Da questo momento ci saranno sparsi per il film alcuni momenti ESILARANTI che sinceramente mi hanno un po' ricordato gli scontri di Drag Me To Hell.

Qualche esempio? Non spoilero niente, giuro.

Nell'ordine troviamo: un forbicina in fronte, la persona sbagliata che casca nella trappola, botte da orbi con il teschio di un bambino. . (ok, forse questo era macabro, ma a me ha fatto un sacco ridere!)

Fondamentalmente siamo di fronte ad uno slasher, che come spesso accade non spiega nulla del 'cattivo', è cattivo e basta. Hai capito, Zombie? Non sempre è necessario spiegare tutta la rava e la fava di un personaggio negativo, a volte va bene anche tenerlo così com'è, come in questo caso, dove è chiaro che la figura importante non è la sua.
 
 

È piuttosto l'evoluzione di Ellen, a contare. Anche se in realtà di evoluzione non si tratta. Sta tutto nel rivelare che, molto semplicemente, l'abito non fa il monaco. Lei tutta carina e adorabile, con le scene romantiche col marito nei flashback, e l'arco di Cupido più grande del mondo, in realtà è cazzutissima. Io, al posto suo, sarei chiaramente scappata in pieno Ussain Bolt style, per dire.

Quando poi arriviamo al finale, si sente risuonare nell'aria un poderoso 'Yeah, sorella!'

Morale della faccenda: l'episodio non è tra i migliori della stagione, mi sarebbe piaciuto che si prendesse una posizione più decisa (slasher e basta? Ci mettiamo un po' di sangue o no? Ma sì, mettiamolo ma non mostriamo niente. Restiamo sullo psicologico? Ma no, un po' di schifo ci vuole.), ma nel complesso non mi è dispiaciuto affatto, a parte il vecchio fuori di testa, abbastanza inutile. Ho apprezzato i dialoghi ridotti all'osso, anche a volte l'uso dei colori (vedi la scena del bacio sotto la pioggia, per esempio) e la faccia di Facciadiluna che era abbastanza divertente.

Quello che continuo a non capire è come mai mi escono post più lunghi per film più brevi.

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