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domenica 14 maggio 2017

#CiaoNetflix: Il lato positivo

15:09
Un sabato pomeriggio di riposo!
C'è anche il sole! Usciamo, facciamo un giro in bici, andiamo a vedere un museo, andiamo a dar da mangiare agli asinelli!
No, dormimo fino alle 4 e poi attacchimoci al pc, perché sprecare la vita è sport olimpico.


Il lato positivo è la storia di Patrick, appena uscito dall'ospedale psichiatrico in cui era stato ricoverato dopo che il suo disturbo bipolare era emerso. Una volta uscito il suo unico scopo è riconquistare la moglie, e per farlo chiederà l'aiuto di Tiffany, una conoscente. Tiffany, però, chiede un favore in cambio.

Quando dico che i film d'amore non mi piacciono in realtà mento sapendo di mentire. Diciamo che non sono la prima cosa che cerco quando vado al cinema, ma credo che la colpa sia anche del fatto che sono molto molto esigente. Quando mi emoziono piango per giorni, ma prima di trovare coinvolgimento dalle storie d'amore ce ne passa. Il mio snobismo mi fa dire che è molto presuntuoso voler parlare d'amore, è follia chiedere a due persone di fingere di amarsi e soprattutto è quasi impossibile trasmettere il sentimento a chi stia fruendo del prodotto.
Però ci provo, ogni tanto, perchè quando trovo un film d'amore che mi emoziona mi conquista in modo totalizzante.
È il caso di Silver Linings Playbook?
Eh, mi sa di no.

DA QUI ANTICIPAZIONI ROVINATRAMA, COME SE CI FOSSE QUALCOSA CHE NON SIA INTUIBILE ANCHE SOLO DALLA LOCANDINA

Partiamo dal dire cosa cerco: la cosa che preferisco della rappresentazione dell'amore è vederlo nascere. Cioè quello che preferisco è il prima. Outing: quando avevo 16 anni e leggevo Twilight (eh, oh), lo adoravo perché nel romanzo buona parte del rapporto tra i due è ritratta prima della nascita della storia. Edward e Bella si pizzicavano, si provocavano, si divertivano. Non alla Mulder e Scully che ci hanno messo 10 anni, ma insomma è stato bello per me vedere la lenta crescita di qualcosa oltre l'amicizia. È sempre bello per me, mi coinvolge e quando arrivo alla definizione della relazione sono già emozionatissima.
Niente, qua non mi ha toccato niente. Ci stava quasi riuscendo, con le scenate in giro per la città e i due che si rincorrevano per le strade, c'eravamo quasi. Poi hanno preso a ballare e niente, è morto tutto. E non è che io odi le scene di danza, ve lo ricordate vero che uno dei miei film della vita è Dirty Dancing?
Però Bradley, ti prego, sei bello come il sole, la finisci di ballare? Stai fermo, come la statua greca che ricordavi prima di diventare un mortadellino, e lasciaci sognare.
Il suo personaggio non mi conquistata nemmeno per un istante, non so se sia colpa del fatto che BC è tanto bello poco bravo. Anche Jennifer Lawrence mi ha lasciata freddina, ma c'è anche da dire che non sono una sua particolare ammiratrice.

Tutto sommato non è che il film sia brutto, scorre veloce e abbastanza piacevole, ma coinvolgimento da parte mia meno venticinque.
Lo troverò il film d'amore della mia vita, a costo di metterci vent'anni.

venerdì 15 luglio 2016

Maripensiero: The Hunger Games saga

19:29
Ci sono ragazzi pieni di cervello e passione che a 16 anni guardano Fellini e citano Tarkovskij, altri che vivono di storielle d'amore maldestre e poi c'ero io, che cercavo un modo di barcamenarmi tra le due fazioni.
Sì, gli young adult li guardavo e li leggevo.
Con l'aumentare dell'età è cresciuta anche quella puzza sotto il naso che mi ha tenuta alla larga dagli Hunger Games per anni.
E poi fu Netflix, e il suo essere costante tentazione.
Quindi eccomi qui, dopo una maratona di due giorni, a raccontarvi che cosa ne penso oggi, dopo esperienza diretta, dei 4 film (i libri mancano, non credo che quelli li recupererò, però) che ci hanno lanciato in mezzo ai piedi la Lawrence.


OVVIE RIVELAZIONI ROVINAFILMS
Ebbene, siamo in un futuro distopico, ché senza quello gli young adult non li possono buttar fuori.
In questo futuro distopico in particolare ci troviamo nello stato di Panem. La particolarità della nazione è quella di essere divisa in 12 distretti, i quali verseranno ogni anno al governo un tributo sotto forma di due giovani che saranno chiusi all'interno di un'arena, in un gioco al massacro (gli hunger games, appunto) dal quale solo uno dei 24 partecipanti uscirà vivo.
La nostra storia inizia quando ad essere selezionata a partecipare ai giochi è la nostra protagonista, Katniss Everdeen.
Chissà perché in ste storie i personaggi non possono avere nomi comuni.

Il motivo del successo, in particolare tra i giovanissimi, è palese anche agli occhi di chi, come me, di solito ha una capacità di analisi da quinta elementare.
Katniss è un personaggio perfetto, studiato a tavolino per essere amato: intanto, è bella. E tanto dovrebbe bastare, perché all'adolescente media vedere una bella protagonista è sufficiente per tifare per lei. Ma non è solo quello. È coraggiosa, un po' sbruffoncella (il suo modo di rispondere alle figure autoritarie è per me, piccola cagasotto, ancora inspiegabile), brava con l'arco (no, non brava, bravissima, la più brava di tutti), però anche tanto tanto sensibile. Colpo di grazia, ha non uno, ma DUE, pretendenti invidiabili. Uno è Liam Hemsworth, e non serve altro. L'altro poverino non è proprio stupendo ma è quello buono sensibile e pieno di buoni sentimenti.
E io le vedo, le 15enni stramazzare al suolo, implorando dio di rinascere Katniss Everdeen. C'hanno ragione, c'hanno. Oltretutto la Lawrence è brava davvero.

A funzionare, secondo me, è anche la sensazione di rivolta. Parlo per opinione personale, perché ho un ricordo netto di me adolescente che ritenevo che il migliore degli Harry Potter fosse L'ordine della fenice, per la sensazione di pentola di fagioli in subbuglio, per l'aria di rivolta, per il mondo finalmente in rivoluzione. Poi no, crescendo no, l'Harry Potter migliore è Il prigioniero di Azkaban, questo è cristallino.
So che devio discorso, scusate, lo faccio anche irl.
Comunque, credo che questo senso di ribellione faccia molta presa, ecco, volevo dire solo questo.

Il primo film funziona, poche storie. Gli attori sono bravi, quasi tutti, è coinvolgente, dura molto ma non si sente perché riesce ad essere leggero pur trattando anche temi pesantini.
Dove sta il problema?
Che arriva il secondo.


La ragazza di fuoco è una specie di autocopia, un remake non ufficiale, non me lo spiego.
Parliamoci chiaro: Katniss ha vinto gli Hunger Games l'anno prima, ma siccome è una SFIGATA, l'anno dopo è l'anniversario, è la volta di festeggiare la memoria, TORNA NELL'ARENA.
Davvero fate?
Volendo quello sarebbe anche il meno, eh, sia chiaro, perché il suo essere di nuovo in gioco ha i suoi risvolti, e tutto quanto. Potrei perdonarlo, se non fosse che all'interno dell'arena succedono le STESSE cose della volta prima.
Esempi affinchè non sembri che io dica cose a caso:

  • Il personaggio dolce ed affidabile, che Katniss sceglie come alleato e che, chiaramente, fa una fine infelice: prima era Rue, piccola e bellissima, poi Mags, un'adorabile anziana muta. Poteva funzionare la prima volta, per farci vedere quanto meravigliosa fosse la Katniss, ma quando per la seconda volta l'ho vista fare uno dei suoi rari sorrisini alla nonna le mie braccia si sono staccate dal corpo.
  • Le ferite per mano di animali: di là le simil vespe, di qua le scimmie. Stesse dinamiche, lei fuori gioco per un po', lei in pericolo, poi tutto ok. Basta, dai.
  • Katniss che con il suo arco fa qualcosa di completamente inaspettato. Questo è un fil rouge delle 4 storie, ma in particolare nel primo film colpisce la mela e nel secondo la cupola che riveste l'arena, un. po'. noioso.
  • Peeta che rischia di morire e invece no. (Nel primo per la gamba e nel secondo quando colpisce la cupola)


Mi fermo qui, ma insomma, avete capito direi.
Bellissima e crudele la trovata dell'orologio, forse la sola cosa che mi fa salvare questo secondo, infelice, capitolo.

Mockingjay, diviso in due parti perché ADESSO SI DEVE FARE SEMPRE COSì, si rivela completamente diverso dai precedenti. I giochi sono conclusi, una volta per tutte. Bene, direte. E invece no, i giochi li portiamo fuori dall'arena e ne facciamo una guerra. Reale.
Il popolo è in rivolta, a nessuno le condizioni del presidente Snow sembrano stare bene, la figura ispiratrice di Katniss diventa simbolo di sentimenti repressi troppo a lungo: è rivoluzione.
I colori sgargianti e i look bizzarri di Capitol City vengono sostituiti dalle grigie e malconce divise dei rivoluzionari, tutti uguali perché uniti da un solo desiderio.
Oh, mi sono fatta prendere, che vi devo dire.
Perché alla fine è questo, no, che conta? A meno che vogliamo intavolare una profonda conversazione sulla tecnica e sull'importanza storica nel mondo del cinema, e di solito su questo blog non vogliamo, è il coinvolgimento che conta. Io ho lasciato che la storia mi appassionasse, in particolare nei momenti migliori. L'atmosfera si respira, avvolge, in particolare fare una maratona e godersela di fila è una bella esperienza. Si entra nell'aria della rivoluzione lentamente, e quando ci si è dentro si combatte con loro.
E si, il finale è ridicolo, ma niente che non si possa tollerare.



Somiglia o no, allora, a Battle Royale?
Sì, chiaro. Sta a voi decidere se vi importa.

martedì 4 febbraio 2014

HATES - House At The End Of The Street

14:00
(2012, Mark Tonderai)


Io sono una persona che l'invidia non sa proprio cosa sia.
Invidia? Per chi poi, Jennifer Lawrence?
Una ragazza che ha la mia età e nel suo curriculum conta:
  • il segno particolare di essere una gnocca atomica
  • un premio Oscar
  • collaborazioni con Bradley Cooper, Robert De Niro, Hugh Jackman e Ian McKellen
Non capisco davvero cosa ci sia da invidiare.

MA in tutto ciò, la cosa da rimproverarle è che decisamente non sa sceglersi i film horror. Va beh dai, hai tempo, ma rivediti, perchè hai una carriera da tenere alta.

Elissa (la J.Law) e sua madre vanno a vivere in una casa nuova. Sul posto scoprono che i loro dirimpettai sono morti uccisi dalla figlia Carrie Ann e che nella loro casa vive ora il figlio, Ryan. Quando tra Ryan e Elissa nascerà del tenero, la madre di lei indagherà sul suo conto.

La prima cosa che mi sembra giusto dirvi è che la casa non è at the end of nessuna street, perché le due case sono collegate dalla boscaglia, mal che vada c'è un sentiero, ma strade manco immaginate. Quindi perché l'abbiano chiamato così è una cosa che non ho capito, immagino sia per il sImPaTiCiSsiMo!!11!1 acronimo.


La seconda cosa che mi sembra giusto dirvi è che 'La casa at the end of quella supposta street' è un FDC. Diviso in due parti, entrambe di cacca. Una prima metà, utile come le piscine a gennaio, dove ci vengono presentati i personaggi, di cui una buona metà potete già dimenticarveli perché non servono a niente. E comunque è anche noiosa. La seconda parte ci conferma che il film è scritto da cani, perchè vedremo i personaggi meno utili fare azioni inspiegabili, e sappiate che si arriverà a fine film senza capire perchè cavolo se l'erano presa così tanto. E continua ad essere noiosa.

Oltretutto poche volte ho visto un film scritto così male, con personaggi con così poco spessore, così buttati lì a caso, senza un minimo di approfondimento, di spiegazione. Esempio: Ryan è orfano, solo, nessuno si prende cura di lui. I vicini di casa lo trattano come un lebbroso disadattato. Perché? Quello che loro sanno è solo che i suoi genitori sono stati uccisi da Carrie Ann, quindi perchè trattare male lui? Ah, se non vi ricordate il nome della sorellina, è Carrie Ann. CARRIE ANN. Carrie Ann. Lo pronunciano una media di 72 volte a fotogramma.
E il finalone shockante non era nè finalONE nè shockante.


Il tutto condito da interpretazioni dimenticabilissime (sì, anche quella della Lawrence, il che è un peccato, perché lo so che lei è brava davvero), scene d'azione pressochè assenti e tensione che manco con il lanternino. Davvero. Perchè è importante che teniate a mente, leggendo, che il film in questione è classificato come horror.
Appurato che paura non fa, spaventi non ce ne sono, mostri inquietanti nemmeno, personaggi ambigui dovrebbero esserci ma a casa mia l'ambiguità è altra, non c'è suspance, quindi proprio boh.

Ma la cosa peggiore è che si lascia guardare, capite? Ha un tono generale talmente leggero che pare di guardare una commedia teen, una cosa come Cinderella Story, o Freaky Friday.
Pensate sia un complimento?
No, non lo è.


PS Offtopic: Frank, se leggi, guarda, mi fa i collegamenti con Combinazione Casuale! Ma solo con questo post!:D Per carità, ti faccio anche pubblicità volentieri, ma come lo sistemo?

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