giovedì 16 ottobre 2014

Masters of Horror: Patto col demonio

(Prima stagione, episodio nove)
Regia di William Malone.



V E R G O G N O S A.

Che, la puntata?
No, la Mari.
Che inizia una specie di rubrica sul suo blog e poi a lascia morire per cause sconosciute persino a lei.
MA.
Da questo momento si ricomincia a parlare dei MOH, quantomeno per dare una conclusione alla prima stagione e per trarre le mie conclusioni su questo interessante progetto.
Chi si era perso la mia spiegazioncina da professorina su cosa sono i Masters of Horror e non sta proprio nella pelle all'idea di leggerla, la trova qui.

Questo episodio riguarda una coppia di coniugi che, dopo aver perso il proprio adorato figliolo in un tragico incidente, stipula un patto con il demonio (sono certa che non l'avreste capito se non ve l'avessi detto io, vero?), il quale gli chiede di sacrificare 13 ragazzi per riavere il loro.
L'ultima vittima della coppia è Tara, una specie di Carrie White contemporanea, con genitori del cavolo e vittima di bullismo a scuola. E' pure bionda.


Quindi abbiamo questa specie di Carrie senza l'aiuto dei poteri paranormali, che un bel giorno di ritorno da scuola viene investita (che volo che fa! Ero shockata!) da un furgone, guidato da un uomo che la intontisce col cloroformio e la rapisce.
Un uomo dall'aria comunissima e innocua, con la faccia tonda e gli occhialetti. Sposato con una che assomiglia alla cantante degli Skunk Anansie dopo un lavaggio in candeggina. (Che detto così sembra razzistissima) e che non è affatto innocua quanto lui.
Tanto lui è pieno di sensi di colpa sia per non aver salvato il figlio che per quello che è costretto a fare per riaverlo, tanto lei è determinata e convinta di stare facendo solo ciò che è giusto.
Sono due persone distrutte sia come individui che come coppia, dal dolore per una perdita che nessuno dovrebbe provare mai, e si sentono quindi costretti a tentare ogni strada pur di riavere il loro Johnny. Arrivano all'omicidio, plurimo tra l'altro, per riabbracciarlo.

Ma, un attimo, si può parlare di omicidio? Perché tecnicamente loro rapiscono e basta, poi spunta questa specie di sicario del demonio, che è un mostriciattolo carinissimo che fa fuori le vittime per loro.
Tant'è, al limite potrebbero essere imputabili per concorso in omicidio.

La domanda che ruota intorno al mediometraggio pare essere: ma chi è morto vuole risorgere ad ogni costo?
La sofferenza giustifica ogni cosa?
I nostri morti apprezzerebbero questo nostro totale dimenticarci la base dell'etica per rivederli?

Perché, insomma, Johnny non è proprio fiero dei suoi genitori.
E lo dimostrerà ampiamente.
Ma allora poi la domanda morale si ribalta.
Tu quoque, Johnny?

Insomma, è interessante l'aspetto della vendetta, della sofferenza che prevale su ogni altra legge umana e non, è carino anche il tentativo di colpo di scena.
Ovviamente, la cosa migliore del film è quella specie di creatura dalle origini ignote. Lo cercherei anche su wikipedia, ma mi viene difficile dargli una definizione.
Certo è che se mi metti in guardia tramite scritte sul muro (un grande classico, sempre ricordiamo con amore Harry Potter e la Camera dei segreti), mi avvisi di stare attenta al ragazzo biondo e poi nella stanza siamo io, un mostro PELATO e un ragazzo biondo, ecco, mi rovini un po' l'atmosfera.


A parte ciò, il lavoro di Malone è apprezzabile, niente che mi faccia gridare al miracolo nè al capolavoro, ma è una visione gradevole che rinominerei 'uno di quei film che guardi quando hai poco tempo e non hai voglia di cose impegnative'.


La domanda che mi tormentato per tutta la visione però è stata:
Ma sto Malone...chi è?

13 commenti:

  1. Ecco, questo è uno dei MOH che non ricordo, forse perché l'ho visto solo una volta senza riguardarlo in DVD. Quasi quasi però quando torno a casa lo tiro fuori per concludere la serata dopo American Horror Story :)

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    1. Ma dimmi, ne vogliamo parlare di AHS? Ma che inizione di stagione!:)

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  2. Mai visto MoH. Vale la pena recuperarlo?

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    1. Mi permetto di rispondere per la padrona di casa: assolutamente sì. Verrebbe la pena anche "solo" per l'episodio di Carpenter, Cigarette Burns, un gioiello.

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    2. In generale vale la pena vederli per l'originalità del progetto. E poi, certo, l'episodio che cita Erica è di una bellezza da lacrime!

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  3. Ahia, questo mi manca e non so neanche il perchè...

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    1. Passa inosservata come puntata, ma in fondo merita il suo spazietto, dai!

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  4. Ho visto di recente tutta la serie di MoH. Questo episodio è uno dei migliori. Da un certo punto in poi abbastanza prevedibile, ma ben confezionato. Ottimi gli interpreti dei due genitori, molto meno la biondina. Incredibilmente, a distanza di tempo dalla visone, l'episodio che ricordo meglio e con più piacere è quello diretto da Dario Argento. L'ultima cosa buona che ha prodotto.

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    1. Ciao Giancarlo!
      Concordo sugli interpreti, non so ancora dirti la mia su Jenifer perché ancora mi manca, ma vi farò sapere presto! Io però amo molto anche Suspiria.

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  5. Quanto sono indietro ragazzi... devo mettermi al paro anche su questo. Devo dire di averne sempre sentito parlar bene... e proprio per l'originalità

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  6. Guarda, Manuela, ti dico: guardalo sì, ma non dargli la precedenza rispetto ad altro perché è carino ma non imprescindibile, ecco!

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  7. Questo episodio mi é piaciuto abbastanza (ma niente di incredibile). Ricordo ancora con gioia la visione in anteprima dell'episodio di Miike al Far East Film Festival mille mila anni fa...

    - Hol

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    1. Quell'Imprint lì lo ricordo ancora con i brividi, decisamente migliore di questo che comunque è carino!

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